LA VECCHIAIA: MALEDIZIONE O OPPORTUNITA’?

Autori a confronto: dalla Grecia antica ad oggi

Un tema ricorrente nella produzione dei lirici greci è la desolata considerazione della propria vecchiaia. In alcuni testi, in particolare, gli autori contrappongono la loro età avanzata alla giovinezza bella e spensierata dei ragazzi a cui si rivolgono.

Ma c’è anche chi considera la vecchiaia un periodo della vita degno di essere vissuto, se è trascorso tra persone che ci amano e se lo si impiega per continuare ad imparare e a migliorarsi.

ALCAME

Poeta greco vissuto nel VII secolo, compone diverse liriche sulla vecchiaia presentandola negativamente; il clima creatosi dai versi però, non appare costantemente cupo, ma anzi il lettore viene immerso in un’atmosfera leggera e vitale. Ispirandosi ad antiche leggende, racconta che le femmine degli alcioni reggano sulle loro ali i maschi quando sono vecchi e in questo modo consentono loro di continuare a volare.

MIMNERMO

Anche lui appartenente alla schiera di poeti attivi nella Grecia del VII-VI secolo a.C., scrive elegie in cui si domanda che senso abbia continuare a vivere se non si è più in grado di godere i piaceri dell’amore. La risposta del poeta è però amarissima: meglio la morte di una vecchiaia triste e solitaria.S

SOLONE

Famoso uomo politico vissuto ad Atene nel VII secolo, Solone è autore di diversi testi letterari ed elegie in cui sostiene la giustizia e da riformatore di principi morali, condanna aspramente la violenza. In netta opposizione a Mimnermo che si augurava di non superare i sessant’anni, Solone contrappone una idea opposta della vecchiaia, affermando che può essere vissuta pienamente e con soddisfazione fino all’ultimo respiro.
L’importante, sostiene il poeta, è morire tra le braccia di coloro che ci amano e non rinunciare mai ad imparare cose nuove.

SAFFO

Saffo evidenzia il contrasto tra la propria età avanzata e la fresca giovinezza delle destinatarie a cui si rivolge in diverse odi composte: il suo corpo e il suo animo appaiono invecchiati e nè la donna nè alcun mortale può far nulla per evitare l’incombere della vecchiaia. La lirica di Saffo si conclude però con una morale presentata dal mito di Titono, ragazzo bellissimo sposato da Aurora, per cui la dea riesce ad ottenere l’immortalità ma non l’eterna giovinezza.
Tutti i mortali devono invecchiare, anche chi gode della protezione di una divinità.

Una voce contemporanea sulla vecchiaia

Oriana Fallaci, scrittrice contemporanea, dichiara in alcun e interviste di fama internazionale che, malata di cancro e vicina alla morte, riflette spesso sulla sua vita, sul suo lavoro e sul drammatico scontro fra Occidente e terrorismo islamico che si sta combattendo tutt’oggi.
La giornalista dichiara però che la vecchiaia le piace, le diverte, che sono sciocchi coloro che fanno il lifting e si sentono ventenni, quasi definiti ingrati e sciocchi.

Tutt’al più, dichiara Oriana, sapendo che non dureremo al mondo dovremo sentirci fieri di aver vissuto in maniera intelligente, perchè la morte è uno spreco e da vecchi si capisce ciò che da giovani e perfino da adulti non s’era capito. La vecchiaia intensifica il sapore della vita, con le esperienze e i ragionamenti accumulati tutto si fa chiaro e il proprio cervello migliora, proprio come un buon vino rosso.

ARTICOLO SCRITTO DA: FRANCESCA MARRA

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