Le Statue Stele Lunigianesi

Le Statue Stele sono sculture in pietra, presenti in varie culture europee a partire dal IV-III millennio a.C., di tipo antropomorfo. In Italia sono state rinvenute in varie regioni: Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Puglia, Sardegna, Trentino-Alto Adige, Liguria, Toscana. Proprio queste due ultime regioni oggi comprendono nel proprio territorio la Lunigiana, regione storica a cavallo tra le attuali province di Massa-Carrara, La Spezia e in parte Lucca.

Proprio in questo territorio, a partire dal primo ritrovamento a Zignago (La Spezia) nel 1827, sono state rinvenute circa un’ottantina di esemplari di Statue Stele, intere o frammentarie; cinque di questi, segnalati fra la fine del XIX secolo e gli anni Trenta del XX sono purtroppo andati perduti. La maggior parte dei reperti provengono dalla provincia di Massa-Carrara, con alcuni notevoli gruppi ritrovati come le 9 stele di Pontevecchio, in comune di Fivizzano, le 7 di Sorano, in comune di Filattiera le 11 di Filetto e le 6 di Malgrate, entrambe frazioni del comune di Villafranca in Lunigiana. In misura minore sono rappresentate la provincia di La Spezia (Zignago, Lerici, La Spezia e bassa val di Magra) e la provincia di Lucca, con il gruppo di stele di Minucciano. Oggi sono conservate nel Museo del Castello di San Giorgio a La Spezia e nel Museo delle Statue Stele Lunigianesi a Pontremoli (Massa-Carrara).

Ma cosa raffigurano le Statue Stele?

Esse rappresentano in maniera stilizzata figure maschili o femminili, accompagnati solitamente da qualche caratteristica che le identifichi, come il pugnale nel caso di personaggi maschili o i seni e i monili per i personaggi femminili. Diverse sono le possibili interpretazioni di queste figure, probabilmente sorte a scopo propiziatorio o protettivo per la comunità: potevano essere rappresentazioni di significato religioso, raffiguranti divinità oppure personaggi reali, come un antenato o una personalità importante della comunità.

Sono state classificate in tre gruppi dal professor Augusto Cesare Ambrosi, a cui si deve l’idea di creare un museo dedicato alle Statue Stele, aperto poi a Pontremoli nel 1975:

GRUPPO A: a questo gruppo appartengono le statue più arcaiche, in cui la testa di forma semicircolare non è distinta dal corpo tranne che per una leggera rientranza, che denota le spalle, e una fascia orizzontale che indica la zona clavicolare.

GRUPPO B: le statue appartenenti a questo gruppo rappresentano un’evoluzione, la testa è distinta rispetto al tronco, collegata ad esso attraverso un collo tronco-conico, e presenta espansioni laterali che la rendono simile al “cappello del carabiniere”. Presentano una maggior definizione dei dettagli anatomici, e nel caso di personaggi femminili, sono presenti interessanti dettagli come collane o goliere.

GRUPPO C: sono le più recenti, databili tra la fine del VII e la fine del VI secolo a.C., rappresentano la figura umana più realisticamente rispetto agli altri due gruppi e sono lavorate quasi a tutto tondo. Ci sono pervenuti solo esemplari maschili caratterizzati nella maggior parte dei casi dalla presenza di una cintura ed un corredo di armi che può comprendere asce, pugnali, giavellotti e lance.

Articolo scritto da: Federico Bedogni

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