A Torino i giardini del Palazzo Reale e le Pietre Preziose

Uno scorcio dei Giardini del Palazzo Reale di Torino.

Non sono i soliti giardini davanti alle Regge. Qui c’è un angolo di Torino da scoprire, sembra nascosto ma ora non lo è più : è un parco rinnovato e abbellito negli ultimi anni. La sezione più suggestiva è il ‘boschetto’, un’area di fitte piante come un sottobosco  e alberi  con grandi fronde. C’è in mezzo alle aiuole  del ‘boschetto’ un’installazione di Giulio Paolini chiamata  Pietre Preziose.

Le Pietre Preziose

Sono pezzi di marmo originale con i segni del fuoco, provenienti dalla Cappella della Sindone, danneggiata da un incendio nel 1997.  I ‘ ruderi’ sono posti in un angolo ma sono ben visibili e suscitano meraviglia e curiosità.

La Cappella, capolavoro di Guerino Guerini, con i suoi giochi di chiaroscuri, dovuti alle aperture sapientemente collocate e alla originale progettazione architettonica è stata restaurata e dal 27 settembre  2018 si può visitare, a completamento del percorso dei Musei Reali. Però la Sindone, come si sa, è nel Duomo S. Giovanni, per maggiore sicurezza. I marmi neri e grigi che rendono molto suggestivo l’ambiente sono stati prelevati dalla cava originaria di Frabosa Soprana in Piemonte, appositamente riaperta.

Il giardino si prolunga come una terrazza, circondato dalle mura (i bastioni)  difensive  che delimitano l’area del Palazzo Reale ;  ad una delle estremità  c’è il Garittone   o Bastion Verde, edificio eretto alla fine del Seicento a scopi difensivi e militari,  diventato poi luogo di ritrovo delle Madame Reali. Adesso è un punto panoramico per vedere la Mole che sembra sparire e ricomparire tra gli alberi.

La fontana dei Tritoni e delle Nereidi

La fontana  dei Tritoni  e delle Nereidi di Simone Martinez (1756), nipote di Filippo Juvarra, si trova nel centro della grande rotonda, vicino al giardino delle arti.

Il giardino del duca è un’altra sezione, la più antica, con una recente fontana zampillante, costruita con lo stesso granito della Cappella di Guerino Guerini.    

 Articolo scritto da: gabbernardina

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