Casa piccola, vita buona

Si dice che nella botte piccola ci sia il vino buono. Perché questa filosofia di pensiero non dovrebbe essere applicata anche alle case?

Deve averla pensata così Simone Vecchiato, un falegname quarantenne unico produttore in Italia delle Tiny House su ruote, ovvero mini- case, di nome e di fatto. L’azienda in questione prende il nome da Vecchiato (S.V. Mini House) ed ha sede ad Arcade, in provincia di Treviso. 

Ma vediamo nel dettaglio cosa sono esattamente le Tiny House: si tratta di piccolissime abitazioni fisse costruite in legno oppure mobili su due ruote, in questo caso realizzate su di un rimorchio/trainer per consentirne lo spostamento.

Vi starete chiedendo se siano effettivamente mini: la risposta è decisamente un sì! Le dimensioni non superano i 30/40 metri quadri  pur possedendo tutti i comfort di una casa normale. Come? Sicuramente attraverso un’eccellente ottimizzazione degli spazi ed elementi a scomparsa.

L’idea alla base di questa nuova tipologia abitativa è quella di una vita meno dispendiosa ma anche più armonica con l’ambiente circostante, che mira ad adattarsi alla natura invece di prevaricare su di essa. Un progetto – quello del connubio tra natura e architettura– partito con il celebre architetto Frank Lloyd Wright che ci ha proiettato in una visione nuova in cui abitazioni e uomini possono coesistere e fondersi, senza che l’uno prevalga sull’altro. In quel caso si trattava di progetti di abitazioni piuttosto ampi, realizzati anche in contesti piuttosto deserti o comunque incontaminati.

In questo caso invece, le Tiny House possono convivere con l’ambiente cittadino circostante e hanno bisogno di poco spazio interno per essere ugualmente funzionali. In fondo, se ci pensiamo, abbiamo stanze (ma anche oggetti) che non usiamo quasi mai e molto probabilmente potremmo vivere ugualmente. 

E’ il trionfo perciò della funzionalità e del minimalismo, a dimostrazione che davvero si può vivere in pochi mq ed avere allo stesso tempo tutto quello che ci occorre.

Ma in Italia esistono case così piccole che non siano Tiny House? La risposta, anche in questo caso è affermativa: nel cuore di Roma, a pochi passi dal Pantheon e precisamente in vicolo San Celso, esiste davvero la casa più piccina che ci sia, ben 7 mq.

Un piccolo gioiellino – è proprio il caso di dire – dotato comunque dei tre vani principali che compongono una casa: cucina, bagno e soggiorno, che all’occasione diventa stanza da letto e viceversa.

Il proprietario ed architetto, Marco Pierazzi, aveva trovato questo locale per puro caso, quando era in vendita, in condizioni di abbandono e difficilmente pensata come abitazione: questo vano era stato infatti prima un’officina di moto, poi una carrozzeria e più recentemente un’edicola. L’architetto in questione non ha resistito probabilmente alla sfida in questione ed è riuscito a trasformare 7 mq in una piccola Tiny house, perfettamente funzionale.

Una delle trovate elaborate dall’architetto è il tavolo da pranzo pieghevole in grado di scomparire nella parete ma non solo: il soppalco con il letto ha una botola di accesso alle scale, le quali fungono anche da sedia per uno dei due posti della tavola da pranzo. Non mancano neanche i comodini in questa casa in miniatura, ricavati nel muro tramite due nicchie portaoggetti.

Se pensate che la vostra casa sia piccola, dopo questo articolo, è probabile che vi ricrederete e che penserete di vivere in una villa. 

Articolo scritto da: Lara Ferrari

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