Leggere Sally Rooney a (quasi) trent’anni

Questa autrice irlandese è diventata un fenomeno mondiale, soprattutto per ventenni e trentenni. Ma perché molti parlano fra amici male di Sally Rooney? Per un mese ho letto solo i suoi tre romanzi e ho cercato di scoprirlo

Sally Rooney, classe 1991, è considerata la scrittrice che per prima ha dato una vera voce ai Millennials, cui ho scoperto di appartenere la settimana scorsa. Il suo secondo romanzo, Persone normali (2018), ha venduto più di un milione di copie ed è diventato anche una serie TV. Il suo ultimo lavoro, Dove sei, Mondo Bello, è uscito a settembre scorso ed è stato uno dei best-seller del 2021. In Italia l’ha portato naturalmente Einaudi, lo scorso otto marzo.

Per tutto aprile ho letto solo i suoi romanzi, per farmi un’idea di questa mia quasi coetanea. È una scrittrice divisiva, molti non la capiscono, trovano i dialoghi artefatti e difficili da seguire (non hanno virgolette e la Rooney non si prende neanche la briga di andare a capo). Così come sono artefatte le email che i protagonisti si inviano invece di parlarsi (nessuno scriverebbe mai mail così! Dicono i detrattori). Le idee politiche e le passioni dei personaggi, tutti giovani adulti in crisi, spesso sembrano di “maniera”, più un manifesto filosofico che una spinta all’azione. Spesso i personaggi parlano di quanto sia sbagliato il capitalismo o di quanto siano preoccupati per il cambiamento climatico, ma lo fanno solo per evitare di discutere dei loro problemi. Anche le email e in generale le forme di comunicazione che non richiedono un incontro ravvicinato servono come scudo ai problemi. Problemi di lavoro, ma soprattutto relazionali. Al centro delle critiche ci sono poi le sue trame, accusate di essere inconsistenti, poco “narrative”. Niente grandi storie per questi personaggi, solo sprazzi di vita quotidiana. Anche se in realtà c’è sempre uno fra i protagonisti che si ritiene più intelligente della media e che ritiene strana qualcosa che noi diamo per scontato. Per esempio se un altro gli dice “Ho trovato un lavoro”, lui risponde: “Non ti pare strano vendere il tuo tempo per soldi?”.

Sally Rooney è una di quelle scrittrici per cui i motivi per leggerla sono gli stessi motivi per cui non leggerla. Tutto quello che i detrattori le imputano, sono in realtà le cose migliori delle sue storie. Per un mese è stato come leggere su carta i miei sentimenti, amplificati, disfunzionali, ma che sentivo come miei. Di prodotti sulla paura dei trent’anni ce ne sono: Strappare Lungo i Bordi, Tick Tick… Boom!, La Persona Peggiore del Mondo. Ma i romanzi di Rooney offrono più possibilità, perché l’aspetto relazionale, genitoriale e anche sessuale, è ampio. Le relazioni sono il punto focale di tutto. In Dove Sei, Mondo Bello, una delle protagoniste, la scrittrice Alice, che è ricca e famosa, è al primo (imbarazzante) appuntamento con un tipo conosciuto su Tinder. Lui chiede: “Di cosa parlano i tuoi libri?” e lei risponde: “Delle persone”. Tutti i grandi scrittori possono produrre una quantità immensa di romanzi, ma alla fine scrivono sempre la stessa cosa. Rooney scrive dei Millenials, come persi nel mondo adulto. Oltre al loro rapporto con i soldi, col mercato del lavoro, con la religione. In molte storie della Rooney la religione inizialmente viene dipinta come una cosa ridicola, ma poi alla fine Gesù ci fa sempre una buona figura.

È facile detestare la Rooney, un successo inviabile già dal 2017, molto prima del trentesimo compleanno. Ma la verità è che ha un grandissimo talento. Le sue trame, in altre mani, avrebbero potuto trasformarsi in libri con toni da soap opera. Basti pensare al suo esordio, Parlarne fra amici. Le due protagoniste, Frances e Bobbi sono state amanti, ora sono migliori amiche. Un’amicizia messa in discussione quando Frances si innamora di un uomo sposato di dieci anni più vecchio di lei, il bellissimo attore Nick. Eppure Parlarne fra Amici sembra tutto tranne che un romanzo rosa. Sono risultati che solo una buona penna può ottenere.

Articolo scritto da: Cecilia Alfier

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