LAVORO MINORILE: una triste realtà che tocca anche noi

Bambini sfruttati da sempre in tutto il mondo

Quando pensiamo a questo deplorevole fenomeno, lo immaginiamo sempre in luoghi lontani da noi: per esempio, bambini soldato nel Congo piuttosto che in Colombia. Secondo l’UNICEF, si stima che 250.000 siano quelli coinvolti in conflitti in tutto il mondo.

Molti sono bambini rapiti a soli 6 anni, costretti ad assistere e poi eseguire atrocità.

Usati come combattenti, messaggeri, spie, facchini, cuochi, e le ragazze, in particolare, sono costrette a prestare servizi sessuali, privandole dei loro diritti e dell’infanzia.

Vengono feriti, mutilati e se qualcuno riesce a scappare, porterà con sé per tutta la vita, conseguenze psicologiche traumatiche che difficilmente supererà.

Purtroppo lo sfruttamento minorile è sempre esistito, sia nella società preindustrializzata e sia in quella industrializzata. A parlarne o meglio a scriverne furono diversi autori: come Charles Dickens; Emile Zola; Victor Hugo.

Il tema di denuncia ci fu anche tra gli scrittori italiani, come Giovanni Verga nella sua novella: “Rosso Malpelo”.

Solo all’inizio del XX secolo si iniziò ad abolire il lavoro minorile. A cominciare furono gli Stati Uniti d’America. Bisognerà attendere però la fine della Seconda Guerra Mondiale per arrivare ad una convenzione internazionale, e costituire un ente che tutelasse tutti i bambini del mondo. Fu pertanto fondata nel 1946 l’UNICEF.

Benché ad oggi questo terribile fenomeno nei paesi occidentali è fermamente, volutamente diminuito, è ancora ahimè troppo diffuso in taluni continenti: Africa; Asia; sud America.

Nel 2021 il numero di bambini coinvolti nel lavoro minorile risulta essere 160 milioni. Un numero inaccettabile.

Per questo motivo ogni anno il 12 giugno si celebra la Giornata mondiale contro il lavoro minorile.

Nell’ultimi anni forse causa Covid, il numero dei bambini implicati e sfruttati, è aumentato.

Secondo un rapporto di Save The Children che risale al 2013 in Italia i minori tra i 7 e i 15 anni coinvolti nel fenomeno erano 340.000.

Tra questi, circa 28mila 14-15enni erano inseriti in lavori pericolosi per la loro salute, sicurezza o integrità morale, lavorando di notte o in modo continuativo, con il rischio non solo di compromettere gli studi, ma di non avere alcuna prospettiva formativa per il futuro professionale e sociale.

Per questo motivo lo scorso anno è stato lanciato un allarme: un’iniziativa mondiale tra Stati membri, parti sociali, imprese, la società civile e le organizzazioni regionali e internazionali: porre fine al lavoro minorile, al lavoro forzato, alla schiavitù moderna e alla tratta degli esseri umani.

Il lavoro minorile deve scomparire ed al più presto. Questo doloroso fenomeno che ci rende esseri ignobili, questa piaga sotto gli occhi di tutti, deve assolutamente cessare. Uniti possiamo ottenere qualsiasi risultato per il bene di questi fanciulli, che saranno i “grandi” del domani, sempre se ci arriveranno.

Articolo scritto da: Dora Millaci

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