5 frammenti dell’eredità di Tiziano Terzani

A volte bastano pochi istanti per capire quanto una persona sia diversa dagli altri…e da noi;
La luce nei suoi occhi, il sorriso, la serenità che emana anche attraverso uno schermo.
Lontano anni luce dalla società materialista, egocentrica e superficiale che tiranneggia sul mondo occidentale.
Tiziano Terzani era una di queste rarissime figure; non per niente a quasi 20 anni dalla sua scomparsa continua ad essere un punto di riferimento per chi vede poco di sbagliato ma tanto di terrificante nella cultura di oggi.

Chi era Tiziano Terzani?

Italiano di nascita ma asiatico d’adozione, Tiziano Terzani è stato un giornalista, cronista e scrittore; viene ricordato soprattutto come cantore delle culture e delle popolazioni orientali, in cui ha viaggiato e vissuto per oltre trent’anni.
Il primo contatto con il mondo asiatico avvenne nel 1972, quando approdò a Singapore per la testata tedesca Der Spiegel.


Pubblica il suo primo libro nel 1973: “Pelle di leopardo”, dedicato alla guerra in Vietnam. Nel 1975, rimasto a Saigon insieme a pochi altri giornalisti, assiste alla presa del potere da parte dei comunisti, questa esperienza straordinaria ispira “Giai Phong! La liberazione di Saigon”, libro che verrà tradotto in svariate lingue.
Il 1980 è l’anno in cui realizza il sogno di una vita: vivere e scoprire la grande Cina;
l’esperienza però, si concluse prematuramente nel 1984, quando fu arrestato per attività controrivoluzionaria ed espulso. L’avventura cinese e il suo drammatico epilogo vengono raccontate in “La porta proibita” (1985).


Nel 1992 scrive “Buonanotte signor Lenin”, in cui testimonia in prima persona la caduta dell’Impero Sovietico, mentre l’anno successivo viene pubblicato il libro che, probabilmente, descrive meglio il Tiziano Terzani viaggiatore follemente innamorato della vita, ossia “Un indovino mi disse”.
A marzo 2002 rientra in Italia e scrive “Lettere contro la guerra” dedicato all’attentato terroristico dell’11 settembre 2001. Nello stesso periodo gli viene diagnosticato un male incurabile che, paradossalmente, segna l’inizio di un nuovo percorso spirituale che lo porterà a vedere la malattia quasi come una benedizione, come spiega in “Un Altro giro di giostra” e “La fine è il mio inizio” pubblicato postumo nel 2006.


Ha lasciato una delle più grandi eredità che l’umanità abbia mai conosciuto.
Ogni uomo o donna sulla terra è beneficiario del suo lascito, racchiuso nei suoi meravigliosi scritti e nelle sue interviste.

Tiziano Terzani; 5 frammenti della sua eredità:

  1. “C’è un errore di fondo nella vostra teologia, ossia affermare che Dio ha fatto l’uomo a sua immagine e somiglianza. Falso! È l’uomo che ha fatto Dio a sua immagine e somiglianza. Gli ha fatto la barba, lo ha messo a giudicare e gli ha attribuito le più orribili emozioni umane. Un Dio vendicativo, giudicante, cattivo,
    che se offeso ti condanna ad un’eternità di sofferenze. Ma chi ha questi sentimenti terribili verso i suoi simili? L’uomo!

    Tiziano Terzani sulla Chiesa e sul rapporto Dio/uomo
  1. “Così è diventato il nostro mondo: la pubblicità ha preso il posto della letteratura, gli slogan ci colpiscono ormai più della poesia. L’unico modo di resistere è ostinarsi a pensare con la propria testa e a sentire col proprio cuore.”
    Quando si parla di ribellione spirituale si pensa ad imprese e gesta eroiche; in realtà, basta abbandonarsi alla semplicità seguendo la propria mente e il proprio cuore.
  1. “L’unico vero maestro non è in nessuna foresta, in nessuna capanna, in nessuna caverna di ghiaccio dell’Himalaya… È dentro di noi!”.
    Nessun guru o saggio. Il vero maestro è dentro di noi. La nostra coscienza conosce benissimo la strada; dobbiamo solo imparare ad ascoltarla.
  1. “I libri erano i miei migliori compagni di viaggio. Stavano zitti quando volevo che stessero zitti, mi parlavano quando avevo bisogno che mi parlassero. Un compagno di viaggio invece è difficile perché impone la sua presenza, le sue esigenze. Un libro no, tace. Ma è pieno di tante cose”
    Leggete, leggete ed ancora leggete; non esiste cura migliore per l’anima.
  1. “Moriamo tutti. Si tratta solo di riuscire a godere del viaggio.”
    Ed allora alziamo gli occhi dallo schermo, sorridiamo ed iniziamo a goderci davvero questo meraviglioso viaggio.

Articolo scritto da: Luca Dinatale

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