L’unico modo efficace per conoscere la realtà carceraria è guardare gli scatti di foto dei carcerati, degli assistenti e guardie penitenziare

Carcere S. Vittore

È un mondo che si può immaginare ma la rappresentazione visiva è la vera espressione di chi vive una situazione in cui il futuro assume un’altra dimensione. È l’associazione onlus RI-SCATTI ideata nel 2013 dalla giornalista Federica Balestrieri che s’interessa di creare solidarietà in mondi sconquassati da un terremoto, dal bullismo, dalla malattia inesorabile, da una condanna al carcere a vita …. La foto è diventata strumento di riscatto con l’aiuto di volontari esperti che aiutano nella presentazione e nell’utilizzo delle immagini. Coinvolte in questo lavoro anche le guardie che sono umanamente poco considerate nel loro monotono andirivieni. Il Politecnico di Milano ha proposto, in questa ottica, un Laboratorio Carcerario con lo scopo di offrire ‘lavori’ per la responsabilizzazione e risocializzazione dei carcerati considerati come esseri umani.

Le fotografie sono state esposte, in ottobre 2022, al Pac di Milano in varie sezioni relative principalmente al carcere di Opera (con la sezione ergastolani senza speranza), al carcere S. Vittore dove Martina, una carcerata ha detto che il male esiste ma la persona deve essere guardata nella sua interezza, emancipandola dalla prigionia. Poi il discorso del “perdono” assume dei connotati variabili da persona a persona. Poi ci sono foto fatte da giovani reclusi che si adoperano per trovare uno sbocco alla loro situazione.   

Alcune frasi scritte sotto le foto, nella mostra, colpiscono, Martina scrive: Emotivamente il male spaventa. È una cosa che fa paura. È meglio nascondere, non parlare. Poi… Sonny scrive: ‘ Oltre le mura c’è sempre il mondo. Un mondo bellissimo’. Nell’insieme delle foto, quasi tutte con grate di diverso tipo, spiccano quelle in cui, su un foglietto di carta attaccato alla parete c’è scritto ‘Buongiorno’.

Diego Sileo, nell’opuscolo illustrativo, sottolinea che, senza sminuire la gravità dei reati commessi, ‘bisogna essere disposti alla conoscenza dell’altro senza alcun tipo di pregiudizio.’

Le fotografie possono essere acquistate, anche in piccoli cataloghi, e i proventi serviranno per il miglioramento dell’ambiente carcerario.

Carcere Beccaria

Articolo scritto da: Gabbernardina

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